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I bisogni dei bambini

Di | Categoria: Educazione bambini

I bambini di oggi sono circondati da stimoli diversi rispetto a un tempo. Sono abituati a muoversi in auto fin da piccolissimi, a viaggiare, hanno accesso a computer, internet, tivù. A un primo sguardo, possono apparire più competenti che in passato. Ma è bene non confondere informazione con comprensione, intelligenza con maturità. Anche nell’era delle tecnologie multimediali, per crescere sereni e fiduciosi,  i bisogni dei bambini continuano ad essere gli stessi.

1. Essere amati

Il bisogno dei bambini di essere amati è sicuramente il più importante. Sapere di essere al primo posto “nella testa” della mamma, sicuri del suo affetto e del suo amore, fa sentire i bambini “invincibili”. Alla base del senso di sicurezza dei piccoli c’è la consapevolezza di poter contare su qualcuno che li accetta incondizionatamente, anche quando ‘non fanno i bravi’ o combinano qualche marachella, il che non significa cedere ai loro capricci.

Il consiglio. Fai sentire al tuo bambino quanto gli vuoi bene. Una “buona intesa” ha effetti positivi sia sul piano fisico sia su quello psicologico.

2. Tempo

Il secondo bisogno dei bambini da tenere in considerazione è il tempo da dedicare loro. Il dialogo, il contatto fisico, le attività condivise sono condizioni essenziali nella costruzione di un buon rapporto con i figli. Ma anche la sola presenza dei genitori è fondamentale. Se è vero che la qualità del tempo trascorso insieme è più importante della quantità, non bisogna nemmeno scendere oltre un certo limite.

Il consiglio. Quando il tempo a disposizione è poco, cerca comunque di dedicare qualche ora della giornata al tuo bambino. Non c’è bisogno di stargli sempre accanto. Basta la tua presenza in casa a creare un’atmosfera calda e protetta. Il solo fatto di sapere che ci sei lo rassicura e gli permette di giocare con tranquillità.

3. Stabilità

Alla base del bisogno dei bambini di stabilità c’è la consapevolezza di poter contare su un solido legame affettivo. L’intesa con la madre fa sentire il bambino al sicuro e gli permette di affrontare il mondo con fiducia. Per crescere, i bambini non hanno solo bisogno di stimoli e novità, ma anche di continuità e coerenza. La ritualità dei gesti, giorno dopo giorno, li aiuta a prevedere cosa gli accadrà, infondendo loro un senso di sicurezza.

Il consiglio. Le routine sono importanti soprattutto in età prescolare. Meglio se ci sono degli orari fissi per la pappa e il sonno. E anticipali, magari, con dei piccoli rituali, come la fiaba della buona notte. Questi appuntamenti “speciali” piacciono ai bambini. Li rassicurano e li aiutano a prendere sonno.

4. Regole

Tra i bisogni dei bambini c’è anche la necessità delle regole. Potersi muovere entro limiti prestabiliti genera un senso di protezione nei bambini. I figli amano sentire che mamma e papà hanno il controllo della situazione. Non desiderano, certo, che si comportino come ‘loro pari’. Quanto ai piccoli scontri tra genitori e figli fanno parte del gioco.

Il consiglio. Stabilisci regole chiare, tenendo conto delle particolari caratteristiche del tuo bambino. L’importante è che si adattino alla sua età e maturità. Nel farle disponibile e fermo. Cerca, inoltre, di essere coerente: rispettare, poi, cerca di apparire al tempo stesso così il bambino sarà portato a coglierne il significato e a rispettarle.  Quando è grandicello, poi, è meglio spiegargli i motivi che stanno alla base di regole e divieti.

5. Rispetto

Significa riconoscere i sentimenti del bambino come autentici e non deriderlo se viene assalito da paure irrazionali. Le emozioni dei piccoli, collera, rabbia, gelosia, possono essere intensissime. Insegnare ad accettarle e a dominarle significa gettare le basi per la futura autonomia e  autostima. Per soddisfare questo bisogno dei bambini, l’educazione alle emozioni può iniziare prestissimo: fin da piccoli (intorno ai 2 anni) si può aiutarli a decifrarle, esprimerle e dominarle. È importante che capiscano, per esempio, che se è normale provare gelosia per il fratellino, non lo è fargli del male.

Il consiglio. Se il tuo bambino ha paura (del buio ad esempio) fagli sentire che non è solo ad affrontarla. Ascoltalo. Quando si sarà tranquillizzato potrai cercare di sdrammatizzare, ma senza prenderlo in giro. Ricorda che il senso dell’umorismo dei bambini è molto diverso dal nostro. Meglio non negare le emozioni. L’atteggiamento giusto, quando il bambino è in collera, non è reprimerla o reagire con rabbia: si rischierebbe d’innescare un circolo vizioso. Bensì, darle “un nome”, aiutarlo a esprimerla e poi a controllarla.

6. Ascolto

La comunicazione è importante se si vuole stabilire un clima di fiducia in famiglia. Per instaurare un buon dialogo con i propri figli è essenziale mostrarsi disponibili. I bambini, allora, saranno portati a fare domande e a esprimere emozioni. È vero, però, che a volte essi sanno “mettere alla prova” gli adulti con quesiti difficili a cui non è semplice dare una risposta.

Il consiglio. Alla base della soddisfazione del bisogno dei bambini di essere ascoltati ci deve essere la sincerità, al tempo stesso però non bisogna lasciarsi mettere in crisi da argomenti spinosi o imbarazzanti. Ricorda che non è necessario dire tutto o di entrare nel dettaglio. I bambini sono i primi a selezionare le informazioni “di troppo”. L’importante è far loro capire che li si sta ascoltando. Attenzione, poi, a non “banalizzare” la conversazione. Fingere di non aver sentito, cambiare discorso, prendere troppo alla lettera quello che dicono o distorcerne il significato sono strategie che gli adulti utilizzano, magari senza rendersene conto, per evitare di rispondere a una domanda scottante. Ma così facendo, si disincentiva il dialogo e si spinge il piccolo a non chiedere più.

7. Ritmi

Conoscere i ritmi della crescita è fondamentale per rispettare i bisogni dei bambini. Perché i piccoli crescano equilibrati,  infatti, è importante che vengano rispettati i loro tempi di sviluppo. Meglio non metterli in situazioni che non sono ancora in grado di gestire, né sottovalutare le loro capacità.

Il consiglio. Cerca prima di tutto di capire il tuo bambino, le sue capacità e le caratteristiche. Non chiedergli ciò che non è in grado di soddisfare e non preoccuparti delle sue piccole regressioni. Sono normali in questa fase della crescita. Spingilo a essere autonomo quando intuisci che può “cavarsela da solo” (per esempio se è arrivato il momento di lavarsi o vestirsi senza il tuo aiuto). Evita, invece, di essere iperprotettivo: vedere pericoli dappertutto può creare insicurezze nel bambino.

8. Sostegno alla crescita

Diventando “grandi” è naturale imbattersi in problemi, cadute o fallimenti. Se succede, il bambino si sente vulnerabile e ha bisogno di essere incoraggiato. Il bisogno dei bambini di sostegno alla crescita implica che quando il piccolo si mette in gioco in una nuova attività o fa una scoperta, riceva l’approvazione di mamma e papà. Una volta raggiunto l’obiettivo con le sue forze, poi, appare molto soddisfatto di sé e sicuro.

Il consiglio. Per aiutare il tuo bambino a nutrire fiducia nelle sue possibilità di farcela e migliorare,  non sostituirti a lui nei momenti di difficoltà. Renditi, invece, disponibile per indicazioni e suggerimenti. Un atteggiamento incoraggiante è quello che punta a sottolineare i suoi progressi, evitando di mettere sempre in evidenza solo gli errori. In questo modo, il bimbo acquista sicurezza e impara a non demoralizzarsi di fronte ai piccoli insuccessi.

9. Gioco

Tra i bisogni dei bambini, il gioco è fondamentale. Di movimento, di finzione, strutturato o libero, il gioco è il modo più semplice e congeniale con cui il bambino si accosta al mondo. È la sua attività più importante perché gli consente di sperimentare, sbagliare e correggersi in un clima giocoso, assumere ruoli diversi, insomma, di prepararsi al futuro. Ha, inoltre, un effetto terapeutico: oltre a divertire il piccolo lo aiuta a liberarsi da ansie e preoccupazioni.

Il consiglio. Permetti al tuo bambino di giocare, in spazi chiusi e all’aria aperta. Correre, saltare, arrampicarsi gli consentono di mettersi alla prova e lo aiutano ad acquisire coraggio, sicurezza e autocontrollo. Trovandosi a interagire con i coetanei, inoltre, impara l’arte della trattativa. Non riempire la sua giornata di appuntamenti “programmati”: sebbene le attività strutturate siano utili per apprendere nuove abilità motorie, cognitive e linguistiche, anche quelle spontanee sono essenziali per la sua crescita.

10. Scuola

I bambini hanno bisogno di aprirsi al mondo. A scuola si fanno apprendimenti di vario tipo che difficilmente si possono fare in famiglia. La famiglia anche la più perfetta non può bastare da sola alla loro formazione, sia intellettuale che sociale Se a casa ci sono “i simili a sé” a scuola si trovano i “diversi da sé” per abitudini, linguaggio, stili di vita, provenienza, religione. E’ bene che i bambini imparino a relazionarsi con persone diverse dai familiari e a conoscere le regole del vivere in comunità, che non coincidono in tutto e per tutto con quelle familiari. Famiglia e scuola devono trovare punti di convergenza e collaborare per il bene dei bambini.

Il consiglio. All’inizio dell’anno la scuola illustri alle famiglie il proprio programma didattico e il proprio programma educativo, organizzi gruppi di incontro per affrontare le problematiche che via via emergono e promuova incontri periodici con i genitori anche di tipo informale (feste, ricorrenze, recite ecc.). I genitori si pongano nei confronti della scuola in un atteggiamento collaborativo.

Fonte bibliografica: A. Oliverio Ferraris “Non solo amore. I bisogni psicologici dei bambini”(Edizione Giunti-Demetra, 2005)

La Prof.ssa Anna Oliverio Ferraris discuterà di questo argomento nell’incontro del 22 FEBBRAIO A GUSSAGO (BS). Consultate qui la pagina dell’evento.



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