Bimbi dimenticati in auto: quali spiegazioni? Padri e madri di fronte alle responsabilitÃ
Le notizie di cronaca di quest’ultimo periodo sono state sconvolgenti in particolare per due episodi. A distanza di pochi giorni, due padri hanno dimenticato il proprio figlio in macchina nel parcheggio sotto il sole, invece di portarlo al nido. Elena, 22 mesi, dimenticata in auto a Teramo è morta dopo tre giorni di coma. Jacopo, 11 mesi, lasciato in auto sotto al sole per tre ore a Passignano sul Trasimeno, è morto per arresto cardiocircolatorio.
Entrambi questi padri erano molto affezionati ai loro bambini eppure per alcune ore si sono dimenticati di loro con conseguenze tragiche in entrambi i casi. Due fatti simili a così breve distanza di tempo colpiscono anche se, ovviamente, non si può generalizzare. Una causa possibile è il sovraccarico di impegni, lo stress, gli orari del lavoro, gli appuntamenti, la fretta che possono far passare in secondo piano alcuni impegni rispetto ad altri. A differenza di quella del computer, la memoria umana ha delle défaillance specialmente quando è sovraccaricata.
La domanda che molti si fanno è se potrebbe capitare una cosa del genere anche ad una madre. I meccanismi della memoria sono complessi – consapevoli e inconsci - e’ possibile che nel subconscio di una persona ci siano scale di priorità diverse: è più facile che per una donna, i bambini, specie se piccoli, vengano prima di tutto. Per un uomo, soprattutto se stressato e pressato dagli impegni, il lavoro può prendere il sopravvento. Per questo è bene prendere dei provvedimenti pratici ma efficaci: per esempio appiccicare al cruscotto della macchina un biglietto colorato un bella evidenza, ma chissà che qualcuno non inventi una suoneria collegata al seggiolino del bambino che entra in funzione quando si chiude lo sportello dell’auto.
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